martedì 9 agosto 2011

Giornal(ett)ismo.

Io, il giornalista, lo posso fare. Tu, il giornalista, lo puoi fare. Soprattutto quello televisivo. Se in questo momento un giornale o una televisione mi contattasse e mi proponesse un contratto le cui clausole, per esempio, fossero "diecimila euro per 5 servizi" potrei ottemperare tranquillamente la richiesta. Questo perchè la tv ci ripropone sempre gli stessi servizi ogni anno, come la donna ogni settimana (non vorrei, però, che una donna mi mettesse sotto contratto). Servizi come "ehi! quest'anno i gelati più venduti sono i classici limone e pistacchio!" oppure "pronti per la prova costume?". Ma voi lo sapevate che quest'anno la febbre poteva essere fatale? Apettate, ne so un'altra: l'anno prossimo la nuova febbre sarà mortale. Tutti a fare i vaccini, mi raccomando. Ogni anno c'è la news sulle angurie: dopo i pasti l'anguria non fa male, nuovo studio di scienziati arabi dell'entroterra giapponese, in Normandia. Postum scriptum: accattatv l'anguria. Ho già pronto il servizio per Natale:
Buon pomeriggio qui Kura da napoli per parlarvi dell'andamento dei negozi e di come stanno vivendo questo periodo di crisi nera: abbiamo qui per caso il proprietario di questo negozio di abbigliamento, abbiamo la fortuna che è in negozio, che è senza clienti, che è girato verso la telecamera e che è pronto a parlare quindi approfittiamone e chiediamogli i clienti stanno venendo? C'è davvero questa crisi?.
Beh si, quest'anno cercherò di fare bene, amo questa maglia sono felice di essere qui, cercherò di fare tanti gol, soprattutto per i compagni e il mister che hanno creduto in me. Il sogno è la nazionale
.
Grazie a lei.
Chiediamo invece a qualche cittadino:
Kura: Salve, è suo questo simpatico bimbetto con questa carinissima maglietta dei pokèmon?
Passante: No.
Kura: Cosa gli porta babbo natale?
Passante: Non è mio figlio.
Kura: E lei cosa si è regalato?
Passante: Un bambino passatempo.
Kura: Quindi lei non sta 'accusando' il periodo di crisi! Va in giro nei negozi a spendere!
Passante: Certo, Certo. A spendere.
Kura: Alla grande! Le auguro buona giornata e andiamo subito con la seconda telefonata, pronto!?
Passante 2: Cioè oggi cioè stamattina mare, doppio lettino ombrellone box, pranzo a ristorante uno stress che il cameriere cioè lentissimo, che poi cioè un solo cameriere per tutto il ristorante cioè ma siamo fuori? Gli ho lasciato solo sette euro di mancia che davvero neanche li meritava..
Kura: Torniamo in tema e ci dica, cosa ha regalato alle sue amiche?
Passante 2: Guarda quest'anno, veramente, una tragedia TOTALE. Sono appena uscita dall'agenzia di viaggi che non m'ha funzionato la carta di credito, no, e quindi ho dovuto pagare il viaggio in contanti e ora ho comprato solo i regali ad amici e famiglia! Mi toccherà tornare domani subito dopo il centro estetico per comprare i regali a me cioè. Che poi quando entro nei negozi pensando a me soffro di doppia personalità e quindi cioè, capito no, sono costretta a prendere due di tutto senò cioè impazzisco. Si in effetti quest'anno un po' la crisi c'è. Guarda quel pischello con la maglietta dei pokèmon che piange, il padre lo picchia perchè cioè non ha i soldi per comprargli il pokèmon vero. Stiamo in una situazione guarda veramente, indescricibile.
Kura: Si, vedo..vedo..
Gentili ascoltatori vi lascio che vado anche io a comprare regali ad amici e famiglia. Nel caso non doveste ricevere nulla sappiate già che avrò subito una rapina proprio fuori il negozio, che sfiga!


Kura

martedì 28 giugno 2011

Don't be so sure.

Mi avvicino all'entrata e il barista mi vede, allora si gira e dice qualcosa alla ragazza, che lavora con lui, dopodichè si muovono entrambi e lui si avvicina al bancone e lei alla cassa, ma arrivo forse più in fretta di quanto pensasse, allora si ferma ancora all'inizio del bancone. "Cosa vuoi?", mi chiede sorridendo. "Non lo so, devo decidere", gli rispondo io. "Ah, sei indeciso" e ride ancora, dopodichè guardo il bancone, guardo il frigo con le cedrate, le Coca cola, le Sprite, le cedrate, i chinotti, le cedrate, i succhi di frutta, le cedrate, le cedrate e gli dico "Una cedrata". Sorride. "Me la metti in un bicchiere?", "Certo", mi fa, e avvicinandosi al frigo con il ghiaccio mi dice "Bicchiere con ghiaccio?", "Certo", e sorride contento. Il fatto che abbia una ragazza, proprio lì, che lavora con lui, che lui abbraccia e bacia, mi fa escludere in fretta l'ipotesi che sia gay e che io gli piaccia, per fortuna, ma così rimane solo l'ipotesi che sia la prima volta che fa il barista. Ieri, in un momento di ovvia incoscienza, gli vado vicino e, sorridendo gentilmente, gli chiedo "Un martini bianco con ghiaccio" e lui, la faccia subito seria: "Subito", e me lo fa: prende un bicchiere di grandezza assolutamente paragonabile ai bicchieri napoletani, ma, invece che riempire il bicchiere di ghiaccio e poi di Martini come fanno a Napoli, mette nel bicchiere due cubetti di ghiaccio e versa il Martini contando nella sua mente un'ipotetica quantità adatta di Martini da versare affinchè fossi soddisfatto io e risparmiasse abbastanza lui, finendo così per riempirmelo fino a quasi la metà. Quantità rivelatasi presto insoddisfacente. Oggi la missione era versare la cedrata in un bicchiere con del ghiaccio. Inizia: prende un bicchiere di plastica, con su scritto Keglevich. Mi auguro non abbia mai versato a qualcuno qualcosa di così buono come una cedrata in questo bicchiere, oltre me, perchè fa veramente schifo. Come secondo passo versa la cedrata nel bicchiere e si accorge che questa non arriva che a metà. Che disdetta. Risolve la situazione mettendo cinque, sei o non so, cubetti di ghiaccio. Me lo porge e gli dico, come ieri, "Sono alla zona wi-fi, ti riporto io il bicchiere", e lui mi risponde "Certo", con lo sguardo tipico di quello che la sa lunga e che sa riconoscere subito un cliente affidabile da un cliente non affidabile, ma si capisce tranquillamente che in realtà è lo sguardo tipico di chi non ha mai avuto un cliente vero e che, essendo io il primo a chiedergli qualcosa di più di un ghiacciolo, sono sicuramente il suo primo, ufficiale, cliente affidabile. Così mi fa "Certo" e si gira, tranquillo che questo bicchiere sarà di ritorno al suo bancone tra non più di mezz'ora.
Aggiornamento delle 22.30: rinsavisco e gli chiedo un caffè macchiato.

Polkan

lunedì 27 giugno 2011

Perchè l'abito, il monaco, non lo fa.

Parco pubblico; temperatura: 40 gradi.

A: Cazzone, come fai a stare col jeans con questo caldo?
B: ...
C,D,E: Coglione. -risatina-

Ufficio X; temperatura: 40 gradi.

A: Però, potevi metterla una camicia.
B: Fa troppo caldo, la Polo va benissimo.
A: Va "benino", la camicia è la camicia. E se dopo dobbiamo andare in riunione? Dov'è la giacca?
B: Ci sono 40 gradi al fresco..
A: Si ma a lavoro si va vestiti in una certa maniera.
C: Ma perchè devi sempre fare l'anticonformista?
B: Non è questione di anticonformismo, è questione di..
..di apertura mentale, per dirne una. Ogni anno, di inverno, compro un nuovo cappello di lana che mi "accompagni" per quel periodo freddo dell'anno. Freddo. Ogni anno, di inverno, spunta il sole che fa aumentare la temperatura ambientale di ZERO ma, puntualmente, all'uscita del sole la gente ti inizia a guardare strano. "C'è il sole", ti dicono. O li senti bisbigliare, ridere, indicare. "Sei pazzo? Il cappello di lana, col sole?" "Fa freddo, c'è vento." "Ma c'è il sole." "Si, ok, ma.." "Sole".
Insomma ti costringono a non sentirti a tuo agio anche se, a rigor di logica, stai facendo la cosa più normale del mondo.
Restanto un attimino sul discorso "cappello di lana" mi chiedo come facciano gli imprenditori a non costringerti ad usarli.
Titolare: "In ufficio non si sta col cappello"
Dipendente: "Ho freddo"
Titolare: "Accendo il condizionatore."
Dipendente: "Non c'è bisogno, col cappello sto bene."
Titolare: "Ma non puoi tenerlo in ufficio"
Dipendente: "Accendendo il condizionatore consuma corrente, che le va a gravare sulle spese e quindi sui guadagni. Mi fa la morale se quando cago scarico due volte perchè è rimasto uno stronzo nel water.."
Per esempio.
..di comodità personale, per dirne un'altra. QUARANTA gradi e camicia a maniche lunghe comporta un'obbligata sudorazione, la quale matematicamente disegna un cerchio bagnato di colore più scuro rispetto a quello originale del capo d'abbigliamento. Il che comporta a sua volta fastidio per te, verso gli altri, e per gli altri, verso te. E' fisica. La scomodità personale comporta inevitabilmente un minor rendimento in qualsiasi attività si stia facendo, no?
..di pulizia, per dire la terza. Caldo - sudore - puzza. Questa forse è chimica. Puzzare non ti fa certo fare bella figura con gli altri. "Che dici, Kappa, lo prendiamo?" "Puzza, ha le pezze alle scelle. Non l'ho visto nemmeno molto tranquillo, sarà stato il calore o l'emozione? Non cerchiamo persone che si fanno prendere dalle situazioni." "Si però è venuto in giacca.." "Hai ragione, è l'uomo giusto."
..economico. In macchina aria condizionata, quando basterebbe il vento del finestrino con una normale maglietta a maniche corte. In ufficio aria condizionata, quando, nel caso in cui vi fosse necessità, la potenza sarebbe a 1-2-3-4, non a MAX. Per forza di cose si avranno sbalzi di temperatura durante la giornata, il che può portare 1) Sudorazioni; 2) Possibili raffreddori e derivati: sudare di più comporterà lavare e lavarsi ancora e ancora, con relativi consumi di acqua e corrente. Inutile spiegare il punto 2.
Guardatevi dieci minuti con occhi al di fuori dell'ambito lavorativo, e rendetevi conto di quanto siete stupidi. La società vi impone certi canoni, e voi per sentirvi "importanti" li seguite, per fare "bella" figura. Sofferenza, scomodità e soldi..per?

Kura